
Che cos'hanno in comune queste tre persone? Sono stati tutti grandi personaggi, questo è ovvio, ma c'è di più. Hanno, ognuno nel loro campo, sconvolto il mondo come era conosciuto nell'epoca in cui sono vissuti. 400 anni fa Galileo, grazie al suo primo rudimentale cannocchiale, gettava le basi per l'astronomia moderna, e fu il primo essere umano a vedere gli straordinari anelli di Saturno, il secondo pianeta più grande del sistema solare. 200 anni dopo, nacque Charles Darwin , che sconvolse il mondo della scienza con la sua teoria dell'evoluzione, che è ancora valida dopo ben due secoli, naturalmente modificata in alcuni punti in base alle conoscenze odierne. 40 anni fa, invece, Neil Armstrong tenne con il fiato sospeso tutto il mondo, mentre per la prima volta un essere umano posava il suo piede su un corpo celeste che non era la nostra Terra.
Purtroppo, come tutti i grandi uomini della storia, hanno anch'essi suscitato feroci critiche, da chi, con mentalità assurdamente conservatrice, rifiutava i progressi giganteschi che questi tre uomini fecero fare alla conoscenza umana. Galileo fu ferocemente accusato di eresia da parte della Chiesa romana; Charles Darwin, nonostante la quasi totalità del mondo accademico accolse le sue scoperte in maniera più che favorevole, fu messo alla gogna e ancora oggi viene denigrato dai creazionisti, che continuano ad illudersi che l'essere umano sia il "disegno divino", e che mai e poi mai possa essere stato il risultato di un processo evolutivo durato miliardi di anni. Pensate che addirittura il governo Berlusconi voleva togliere la teoria dell'evoluzione dai programmi di studi; Armstrong? Incredibile ma vero, c'è una diffusa credenza che l'uomo non sia mai stato sulla Luna, e che sia tutta una montatura realizzata non si sa neanche bene per quale scopo, denigrando, con piglio idiota, quanti sono morti nella conquista dello spazio da parte dell'umanità.
Ma nonostante l'imbecillità di alcuni (ahimè tanti) che si ostinano a vivere nella superstizione e nell'ignoranza, nulla potrà mai cancellare la loro grandezza. Ed è questo che li accomuna più di ogni altra cosa, in un certo senso, sono immortali.